Il sequel di Blade Runner si farà
Il sequel del classico di Ridley Scott sarà scritto da Hampton Fancher, sceneggiatore del primo Blade Runner

La buona notizia è che almeno non si tratterà di un remake.
La voce circola già da un po’, ma ormai è ufficiale. Ridley Scott ha deciso di tornare al suo più grande classico, Blade Runner, e di realizzarne un sequel. Per il momento la sceneggiatura è affidata a Hampton Fancher, sceneggiatore dell’originale assieme a David Peoples.
Il sequel sarà prodotto dallo stesso Scott assieme alla Alcon, con la Thunderbird Films come produttrice esecutiva.
A questo punto tutto dipende dai risultati di Prometheus, in almeno due sensi. In primo luogo già da qualche mese si parla della possibilità di un sequel di Prometheus (arrivando così al sequel di un prequel, che una volta era il film originale…), possibilità ovviamente legata agli incassi del film. Non è chiaro come i due progetti si incastrerebbero se l’idea di una seconda installazione di Prometheus divenisse realtà.
Ma dagli incassi di Prometheus dipende anche la capacità di Scott di trovare i finanziamenti necessari al sequel di Blade Runner. Il film originale fu un flop al botteghino, dopo essere costato una piccola fortuna e aver superato ogni genere di difficoltà in fase di produzione (difficoltà soprattutto legate al perfezionismo di Scott). A questo punto, se Prometheus non dovesse sfondare, Scott potrebbe faticare a trovare il budget necessario per il sequel di Blade Runner.
Se devo essere onesto, dire che sono scettico rispetto a questo progetto sarebbe un eufemismo. In primo luogo penso che lì fuori ci siano decine di giovani registi di genere che meriterebbero questo genere di budget per provare a dire qualcosa di nuovo (gente come Duncan Jones, Gareth Edwards… cavolo, sarei curioso di vedere cosa potrebbe fare uno come Jonathan Auf Der Heide con anche solo un decimo del budget di Prometheus), in secondo luogo sono ancora scottato dal destino toccato a Star Wars, in grado di ridefinire il concetto di stupro cinematografico. Di certo Scott non è Lucas, ma alla ventisettesima clip di Prometheus (dopo quattro video virali, la colonna sonora, un centinaio di still, le gallerie di production art….) ho cominciato a chiedermi se anche lui non stia cominciando a manifestare qualche lieve sintomo di demenza senile.
Staremo a vedere.
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