Attack the Block – RECENSIONE
Il lungometraggio d’esordio di Joe Cornish vale il prezzo del biglietto

Sono abbastanza sicuro che nel futuro emergerà una nuova figura lavorativa: il designer di sinapsi. Un tizio a cui chiedere di riallineare qualche connessione per evitare associazioni non volute, come quella che mi porta a collegare l’espressione b-movie ai Manetti Bros. Se potessi scegliere, b-movie dovrebbe essere collegato a qualcosa di onesto, a un sano lavoro di artigianato, senza alcuna velleità artistica, ma sviluppato con grande professionalità. Duel, I Goonies, Ritorno al Futuro, Shaun of the Dead e, appunto, Attack the Block. Questi sono b-movie. Ho bisogno di un mondo in cui il cinema sia anche questo, e ho bisogno di dimenticarmi dell’esistenza dei Manetti Bros.
Attack the Block racconta della lotta fra un gruppo di ragazzini di un quartiere popolare di Londra e gli alieni. I ragazzini sembrano i protagonisti de L’Odio, solo di sei anni più giovani. Non sono simpatici, non sono buoni: sono piccoli ladruncoli tossici, e hanno tutto il diritto di esserlo. Il quartiere è sgradevole, le prospettive pessime. Dal primo minuto capisci che questi poveracci sono destinati a finire male. Potranno forse diventare qualcuno nel quartiere, ma al di fuori del loro microcosmo saranno sempre e solo delle nullità. Ciò che rende Attack the Block interessante è proprio questo: l’onestà. Sin dall’inizio si ha l’impressione che questi avvenimenti saranno l’highlight della vita dei protagonisti, i loro quindici minuti di gloria. Prima, e dopo, solo il buio.
Come la gran parte dei b-movie, Attack the Block non è perfetto, anzi. Bastano pochi minuti per capire come il film si svilupperà, Cornish non fa molto per spiazzare lo spettatore e così nel secondo atto arriva un po’ di noia, ma in fondo va bene così. Se si entra al cinema sapendo cosa aspettarsi Attack the Block ha tutte le carte in regola per funzionare, nello stesso modo in cui Shaun of the Dead funzionava.
Se volete un consiglio, organizzate un double-feature e provate a guardarvi uno dopo l’altro Super 8 e Attack the Block.














